Senegal – Permesso per motivi umanitari al giovane richiedente per l’alto grado di integrazione raggiunta in Italia

Corte di Appello di Roma, sentenza n. 4907 del 13 ottobre 2020

Foto di Claudio Colotti - 10 novembre, Roma #indivisibili

La Corte d’Appello di Roma riconosce il permesso biennale per motivi umanitari ad un giovane senegalese, basandosi sull’alto grado di integrazione raggiunto in Italia.
Scrive la Corte d’Appello: “La documentazione prodotta dimostra che l’appellante, giunto in Italia nel 2014, all’età di appena diciannove anni, ha subito cercato di integrarsi nel tessuto sociale italiano, trovando occupazione come apprendista sarto con un contratto attualmente in corso che gli offre un reddito idoneo a garantirgli nel nostro Paese un’esistenza libera e dignitosa. Ciò induce a ritenere che l’istante, se tornasse in Patria, oltre a non poter completare il percorso professionale che ha avviato sin dal 2017 e che andrà a completarsi nel 2022, sarebbe nuovamente sottoposto al trauma del riadattamento, in un luogo ove, a distanza di oltre sei anni dall’espatrio, egli è ormai del tutto sradicato da legami affettivi e socio-economici, rispetto ai concittadini che invece ivi vivono e lavorano da sempre (…). riconosce in favore dell’appellante la protezione umanitaria; accerta in favore dell’appellante la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari sulla base delle norme esistenti prima dell’entrata in vigore del d.l. n. 113 del 2018, convertito nella legge n. 132 del 2018, cui farà seguito il rilascio, da parte del Questore, di un permesso di soggiorno della durata di due anni, contrassegnato con la dicitura “casi speciali”, soggetto alla disciplina e all’efficacia temporale prevista dall’art. 1, comma 9, di detto decreto legge“.

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Corte di Appello di Roma, sentenza n. 4907 del 13 ottobre 2020