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Status di rifugiata a cittadina albanese vittima di violenza domestica

Commissione Territoriale di Salerno, decisione del 19 gennaio 2022

Foto di Oleg Magni da Pexels

La Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Salerno riconosce il rifugio politico a cittadina albanese vittima di violenza domestica. La donna, sentita nell’ambito di procedura accelerata ai sensi dell’art. 28bis del D.Lvo 25/2008, poiché proveniente da “paese terzo sicuro“, veniva assistita dal legale e sentita nell’ambito del progetto “Teseo”, dedicato ai cittadini di paesi terzi portatori disagi mentali, e dal centro antiviolenza “Aretusa”, che producevano alla Commissione ampia documentazione.

La Commissione, molto attentamente, osserva la coerenza delle numerose violenze (di ogni genere) subite dalla ricorrente, del matrimonio forzato e di quanto patito, anche in giovane età, osservando le violenza viste già in casa e commesse dal padre nei confronti della madre. In questo quadro, la violenza familiare in Albania viene considerata come “problema tuttora estremamente rilevante e radicato, tanto che nel Paese circa i due terzi delle donne subiscono o hanno subito violenza fisica, psicologica o sessuale da parte di un familiare o partner“. Allo stesso modo, molto interessanti sono i richiami alle linee guida del Consiglio d’Europa del dicembre 2019 che rimandano alla Convenzione di Istanbul e l’appunto sull’irragionevole possibilità di un’alternativa di rimpatrio interna, stante l’impossibilità di ottenere un’adeguata protezione da parte delle autorità statali.

Per tutti questi motivi, riconosciuta l’appartenenza ad un particolare gruppo sociale dell’istante, veniva riconosciuto lo “status” di rifugiata ai sensi dell’art. 1(A) della Convenzione di Ginevra del 1951.

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Si ringrazia l’avv. Armando Maria De Nicola per la segnalazione e il commento.