da Reuters.it del 11 marzo 2011

Immigrati, da lunedì richiedenti asilo a Mineo

di Antonella Cinelli

Da lunedì prossimo circa 2.000 richiedenti asilo attualmente sparsi sul territorio nazionale potranno essere trasferiti nel “villaggio della solidarietà” di Mineo, in provincia di Catania, voluto dal governo nell’ambito del piano studiato per far fronte all’emergenza immigrati.

Lo ha detto a Reuters il commissario straordinario all’Emergenza, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso.

“A volere fare le cose più che bene, giù da lunedì potrebbero iniziare i ponti aerei”, ha detto Caruso in un’intervista telefonica. “So che la Croce Rossa ha già completato i presìdi sanitari e sta finendo di realizzare le cucine, e so che i letti per 2.000 persone sono arrivati e sono già stati collocati”.

“A Mineo vanno esclusivamente i richiedenti asilo politico spalmati su tutto il territorio nazionale nei Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo, ndr)”, ha poi spiegato il prefetto, precisando che il trasferimento non riguarderà circa 300 richiedenti asilo considerati “svantaggiati, che per motivi vari non è opportuno che vengano spostati da dove attualmente si trovano”.

Il trasferimento dei richiedenti asilo fa però storcere il naso a chi si occupa di immigrazione.

Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) per l’Italia, mette in guardia dal rischio di cambiare in una fase di emergenza un sistema decentrato che in questi anni ha funzionato bene: la suddivisione degli immigrati in vari Cara e la creazione di 11 Commissioni territoriali ha consentito infatti una maggiore integrazione dei richiedenti asilo nel tessuto sociale e ha accelerato i tempi di esame delle richieste.

Criticata anche quella che è considerata la militarizzazione del residence di Mineo. Per vincere le perplessità degli amministratori locali, il governo si è infatti impegnato a rafforzare la sicurezza, con l’aumento di agenti e carabinieri e più videosorveglianza, mentre la legge prevede che gli ospiti dei Cara, a differenza di quanto avviene nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione, dove possono stare fino a sei mesi gli immigrati non richiedenti asilo), siano liberi di muoversi e venga favorito il loro inserimento nel territorio.

“Ho già firmato il provvedimento con cui ho disposto l’invio a Mineo di 50 militari che andranno a integrare i servizi di vigilanza fissa che sono in atto”, ha spiegato il prefetto Caruso.

Per quanto riguarda la ricognizione affidata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni ai governatori delle Regioni e agli enti locali per trovare strutture in grado di accogliere gli immigrati, Caruso ha detto: “La situazione è fluida, ogni giorno aggiornano la lista… è un lavoro che procede quotidianamente, viene modulato sulla base degli arrivi”.

Intanto gli immigrati – quasi tutti tunisini – presenti oggi a Lampedusa sono oltre mille, in un centro di accoglienza in grado di ospitarne normalmente 850. E un altro barcone è stato avvistato stamani al largo dell’isola siciliana.

Dall’inizio della crisi, a gennaio, sono circa 8.250 gli immigrati sbarcati sulle coste siciliane.