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Venezia celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato

Una giornata di festa per ricordare che c’è ben poco da festeggiare. Anche questo 20 giugno, il Comune di Venezia ha celebrato al Giornata Mondiale del Rifugiato con un incontro mattutino a Ca’ Farsetti e un momento conviviale nel tardo pomeriggio, al centro di accoglienza Boa di Tessera. All’incontro ha partecipato Gianfranco Bonesso, responsabile del servizio immigrazioni, e il vicesindaco Sandro Simionato. “Sappiamo che non ci sono molti motivi per fare festa – ha commentato il vicesindaco – ma non dobbiamo neppure lasciarci prendere dal pessimismo. Il nostro Paese esce finalmente da una fase oscurantista in cui predominava la paura del diverso. Adesso abbiamo un presidente della camera (Laura Boldrini.ndr) che ha più volte dimostrato grande sensibilità nel trattare la questione delle migrazioni e una ministro (Cécile Kyenge.ndr) che rivendica con orgoglio le sue origini. Speriamo che tutto ciò si traduca in una stagione nuova, anche dal punto di vista della legislazione, e che vengano abbattuti tutti quegli steccati che oggi, a voi che lavorate con i migranti, impediscono di lavorare serenamente ed efficacemente”.
Ospite d’onore dell’incontro a Ca’ Farsetti, lo scrittore afghano Alem Saidy che ha presentato il suo libro “Fino alla vita”, edito da Mursia. La storia autobiografica di un ragazzo in fuga da guerre, fame e violenze. Una storia dura a ma lieto fine. Una storia dedicata a tutte le altre storie. Quelle che non hanno avuto un lieto fine.

Riccardo Bottazzo

Sono un giornalista professionista.
La mia formazione scientifica mi ha portato a occuparmi di ambiente e, da qui, a questioni sociali che alla difesa del territorio sono intrinsecamente legate come le migrazioni. Su questi temi ho pubblicato una decina di libri. Attualmente collaboro a varie testate cartacee e on line come Il Manifesto, Global Project, FrontiereNews e altro.
Per Melting Pot curo la  rubrica Voci dal Sud.