Brasile-Grecia: un ponte di fiori per i rifugiati

Rodrigo Borges Delfim, Migramundo, Brasile - 15 giugno 2016

Può un semplice mazzo di fiori aiutare i rifugiati in Brasile e in Grecia? Il progetto Flores para os refugiados (Fiori per i rifugiati) ci dimostra che la risposta è sì.

Ad un incrocio cittadino, nella zona Est della città di San Paolo, in Brasile, una donna vende mazzi di fiori a chi passa in macchina. Chi decide di abbassare il finestrino e chiederle il motivo ne resterà sorpreso: il motivo è sostenere i rifugiati. “I 15 Reais (circa 3 Euro) che spendi per ciascun mazzo di fiori ci aiutano ad aiutare i rifugiati”, spiega la pagina Facebook del progetto Flores para os Refugiados, ideato dalla giornalista brasiliana Kety Shepazian, 49 anni, e da sua figlia Gabriela, 16. I fiori vengono venduti ai semafori e a domicilio, su richiesta.

Al semaforo, Kety vende alcuni mazzi che prepara quotidianamente per aiutare i rifugiati

Le radici del progetto si trovano a migliaia di chilometri di distanza dal Brasile, per la precisione nell’isola greca di Lesbo. Là, Kety e Gabriela hanno lavorato come volontarie per l’accoglienza dei rifugiati tra dicembre 2015 e gennaio 2016.

Non potevamo restare a guardare senza fare niente”, ricorda Kety, parlando della motivazione che ha portato lei e sua figlia a far partire a proprie spese il progetto e così contribuire allo sforzo internazionale di accoglienza vissuto in Grecia. Durante quell’esperienza hanno conosciuto i tanti volontari di tutto il mondo che, mettendo da parte le proprie vite per un attimo, hanno deciso di aiutare chi arriva da settimane di viaggio ed è cerca di una nuova vita – lontano da guerre, persecuzioni e abusi.

La realtà e le esperienze vissute nel ambito dell’accoglienza in Grecia hanno cambiato definitivamente il corso della vita di entrambe: arrivate in Brasile hanno capito di dover ritornare in Grecia. “Non si può passare per un’esperienza del genere e semplicemente voltare pagina”, ci dice Kety.
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A causa della crisi economica in Brasile soltanto Gabriela è tornata in Grecia. Per continuare il percorso iniziato a Lesbo è partita la vendita di fiori, con l’obiettivo di sostenere l’accoglienza. Inoltre, una parte del ricavato del progetto viene usato per aiutare una famiglia siriana che si trova a San Paolo. Infatti, tutto è cominciato proprio alla festa per la nascita del figlio più piccolo di questa famiglia, quando Kety ha ricevuto il mazzo di fiori che l’ha condotta a questa nuova tappa di solidarietà.

Ripercussioni, timori e sogni

Anche senza nessun appoggio esterno – tutti i costi sono sostenuti da Kety e Gabriela -, il progetto sta crescendo. Oltre alla vendita ai semafori e a domicilio, i mazzi di fiori si trovano anche in alcuni negozi delle zone di San Paolo Pinheiros e Vila Madalena. Inoltre, parte della stampa brasiliana sta appoggiando e diffondendo l’iniziativa.
Con piccole bottiglie di vetro e fiori, i mazzi di fiori del progetto Flores para os refugiados prendono vita Foto: MigraMundo
Queste ripercussioni positive possono aiutare a portare Flores para os refugiados al prossimo passo: “Il mio sogno è trasformare tutto questo in un’impresa, ampliandolo e dando lavoro ai rifugiati che vivono a San Paolo. La bottiglia di vetro che decoriamo è unica, diversa da tutte quelle che si possono trovare”.

Su Facebook, oltre a diffondere le foto del progetto, Kety condivide notizie, pensieri e esperienze vissute in Grecia e in Brasile. Si tratta di una fonte di informazioni e un modo per riflettere su un tema che non sempre riceve un trattamento umano e giusto da parte dei mezzi di comunicazione, dai governi e dalla società.
Queste riflessioni aiutano a percepire ancora di più l’essenza e l’importanza del progetto, che costruisce giorno dopo giorno un vero ponte tra Brasile e Grecia. Infatti, oltre a contribuire direttamente, Flores para os refugiados può servire come esempio per altre iniziative che aiutino ad unire le forze, nella costruzione di una società diversa, tollerante ed inclusiva.