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Richiedenti asilo di Cona in marcia verso Venezia bloccati dalla polizia. Interviene il patriarca e mette a disposizione le parrocchie per la notte

Un'importante giornata di lotta: chiudere Cona e tutti i centri disumani, garantire un'accoglienza degna

Dopo l’intensa giornata di ieri, i richiedenti asilo usciti dal centro di Cona per protestare contro le condizioni del lager e chiederne l’immediata chiusura, sono in marcia verso Venezia.
Hanno trascorso la notte a Codevigo nella bassa padovana (dopo una lunga trattativa a notte inoltrata è stata aperta la chiesa per coricarsi e il centro giovanile per l’uso dei bagni) e appena svegli hanno ripulito il piazzale usato per accamparsi. I volti sono stanchi e tristi per la notizia del ragazzo morto investito da un auto ieri sera mentre stava cercando di raggiungere i compagni in presidio. La marcia sarà anche un modo per ricordarlo, in questo momento sarebbe in cammino con il gruppo.

La città lagunare, che il 19 marzo scorso ha visto migliaia di persone nelle calli per un Veneto accogliente, dista 8 ore a piedi da Codevigo. E’ prevista perciò una sosta a Mira, dove i cittadini solidali si stanno attivando per accogliere calorosamente la marcia.

Dopo 6 km di cammino lungo l’argine del fiume Brenta, un ingente dispiegamento di forze dell’ordine ha bloccato la strada ai richiedenti asilo che continuano a ribadire di non voler tornare a Cona. La situazione si è sbloccata verso sera quando il prefetto, arrivato al posto di blocco, ha ricevuto una telefonata dal patriarca di Venezia che mette a disposizione per la notte alcune parrocchie della zona (a Mira, Oriago e Gambarare) per accogliere i circa trecento richiedenti asilo.
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Abbiamo seguito, fianco a fianco, tutte le tappe di questa determinata mobilitazione che sta lanciando un messaggio chiaro a tutto il paese: i centri disumani del sistema di accoglienza italiano vanno chiusi e devono essere trovate soluzioni alternative che garantiscano i diritti e la dignità delle persone.

Al tempo stesso, l’altro messaggio centrale, è il tema dei documenti, il tanto sognato permesso di soggiorno, che non può più rimanere solo su una questione tecnica legata all’iter della protezione internazionale, ma deve diventare immediatamente un tema politico di rivendicazione generale perché la regolarizzazione di tutti coloro che sono arrivati in Italia è l’unica via per restituire dignità e garantire un presente a queste persone.

L’intervista a un richiedente asilo che spiega le ragioni della marcia appena bloccata dalla polizia

La cronaca della giornata:

ore 19.00

Sono arrivati i pullman organizzati dalla prefettura. I circa 300 richiedenti asilo che hanno preso parte alla marcia verranno portati nelle parrocchie dei centri di Mira, Oriago e Gambarare, tutti in provincia di Venezia. Una soluzione temporanea proposta per questa notte dal patriarca di Venezia. I cittadini solidali si stanno attivando per sostenere le persone al loro arrivo.

ore 18.00

Si sta svolgendo l’incontro con il prefetto, arrivato sul posto. Promette di tornare domani e dire quanti posti ha trovato. Invita a rientrare tutti a Cona. Gli viene risposto dai richiedenti asilo che rimarranno qui.
Il confronto viene interrotto da una telefonata riportata dal prefetto: “il patriarca di Venezia mette a disposizione alcune parrocchie della zona per accogliervi al caldo questa notte“.
Dopo la comunicazione si libera un grido di gioia, quello di oggi è un primo risultato importante.

ore 15.30

La polizia blocca la marcia verso Venezia. Ennesima vergogna di uno stato che confina le persone in centri dalle condizioni inumane e degradanti. I richiedenti asilo avanzano al grido “diritti per tutti e basta Cona

ore 13.45 – la marcia è ferma, bloccata dalla polizia

ore 13.00 – 6 km da Codevigo verso Mira

Codevigo (PD) ore 10.30

Codevigo (PD) ore 9.45

Codevigo (PD) ore 9.00

Codevigo (PD) ore 7.30

Redazione

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