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La Commissione riconosce la protezione speciale a un richiedente eritreo trattenuto nel CPR di Palazzo San Gervasio

Commissione Territoriale di Salerno, provvedimento dell'8 luglio 2019

Il provvedimento della Commissione Territoriale di Salerno riguarda un cittadino eritreo che aveva lasciato il proprio Paese nel 1992, trasferendosi a vivere in Italia con la zia. Accusato e condannato nel 2009 a sei anni di detenzione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, veniva scarcerato in data 26 agosto 2016. Successivamente gli veniva notificato un decreto di espulsione, revocato poi dal Giudice di Pace.

Nel novembre 2018 richiedeva alla Questura di Roma di accedere alla procedura di protezione internazionale. Nonostante ciò il 24 giugno veniva convocato in Questura e trasferito coattivamente presso il CPR di Palazzo San Gervasio. Nel centro detentivo riusciva a formalizzare la richiesta di asilo ed essere audito dalla C.T. il giorno 8 luglio.

La Commissione Territoriale di Salerno, pur non riconoscendo la protezione internazionale, ha considerato che il rimpatrio del richiedente eritreo comporterebbe una violazione del principio di non refoulement e ha ritenuto sussistere i presupposti per il rilascio di un permesso di soggiorno per ragioni di protezione speciale.

Nella valutazione la C.T. ha tenuto conto che il richiedente è renitente alla leva e che per questo motivo in caso di rimpatrio sarebbe effettivamente perseguibile secondo le informazioni consultabili nelle fonti della guida EASO e nelle linee guida dell’UNHCR sui rimpatri in Eritrea.
Il richiedente ha così potuto lasciare il CPR il giorno seguente, dopo oltre 2 settimane di trattenimento illegittimo.

La Campagna LasciateCIEntrare, oltre a segnalare questo caso per l’arbitrarietà e gli abusi subiti, insieme agli avvocati Angela Maria Bitonti del foro di Matera e Valentina Tortorella del foro di Roma, ha presentato un esposto alla Prefettura di Potenza anche per il mancato esercizio del diritto di difesa.

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Commissione Territoriale di Salerno, provvedimento dell’8 luglio 2019