Protezione sussidiaria alla vittima di tratta. L’importanza di una attenta valutazione nell’individuazione degli elementi comuni della tratta

Corte d’Appello di Trieste, sentenza n. 662 del 10 ottobre 2019

Una sentenza della Corte d’Appello di Trieste in tema di vittime di tratta e protezione sussidiaria ex art. 14 lett. B Dlgs 251/07.

La decisione assume interesse per l’uso dei referral al fine dell’individuazione del fenomeno della tratta nonostante la richiedente abbia sempre negato di essere una donna trafficata, anche in sede di colloquio con l’associazione per la tutela delle vittime della tratta che l’ha accompagnata nel percorso per l’ottenimento della protezione.
La Corte d’Appello, diversamente, rilevati dal racconto della vicenda personale e dalla relazione dell’associazione incaricata delle valutazioni ex art. 18 Dlgs 286/98, gli elementi comuni della tratta (provenienza della richiedente, modalità del viaggio, stereotipia del racconto quanto al facilitatore del viaggio, alle modalità di pagamento del viaggio e alle aspettative di lavoro nel paese di approdo), applicato il principio del dubbio ex art. 3 DLGS 251/07 e valutate attentamente le COI sul Paese di provenienza in ordine al fenomeno della tratta e lo sfruttamento sessuale delle giovani donne e le forme di tutela previste dall’Ordinamento nonché la discriminazione della donne trafficate ivi, ha ritenuto che l’appellante sia incorsa e possa in futuro nuovamente incorrere in trattamenti disumani e degradanti
accogliendo la domanda di protezione ex art. 14 lett. B Dlgs 251/07.

– Scarica la sentenza
Corte d’Appello di Trieste, sentenza n. 662 del 10 ottobre 2019