Regolamento Dublino – Annullato il trasferimento in Croazia: fondato il rischio che il richiedente vada incontro a trattamenti inumani e degradanti

Tribunale di Roma, decreto del 12 febbraio 2019

Photo credit: Dirk Planert (Vučjak, 16 dicembre 2019)

Il Tribunale di Roma, sezione Diritti della Persona e Immigrazione, ha deciso sul ricorso avverso un provvedimento dell’Unità Dublino che ha disposto il trasferimento di un cittadino pakistano in Croazia.
Secondo il tribunale “le informazioni reperibili portano a ritenere fondato il rischio che il ricorrente una volta trasferito in Croazia vada incontro a trattamenti inumani e degradanti“.
In particolare vengono citate diverse fonti di report di Ong e dell’UNHCR che mettono in luce le violenze della polizia croata contro i richiedenti asilo e i migranti ai confini con la Bosnia ed Erzegovina, nonché i rapporti in cui le organizzazioni affermano che le autorità croate hanno tenuto le famiglie di richiedenti asilo in strutture di correzione piuttosto che in centri di accoglienza per l’asilo.
La copiosa citazione di fonti internazionali, comprese le sentenze della CEDU, hanno portato il tribunale in composizione collegiale a definire la Croazia come paese non sicuro e conseguentemente ad annullare il provvedimento di trasferimento in quanto si pone “in contrasto con la previsione dell’art. 3, par. 2, del Regolamento UE n. 604 del 2013 e con quella dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, non garantendo con certezza o, comunque, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rispetto dei diritti fondamentali del richiedente in tale Stato“.

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Tribunale di Roma, decreto del 12 febbraio 2019