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Grecia, isole Egee. Un importante passo avanti nella lotta contro i respingimenti

La CEDU accoglie i ricorsi presentati da Aegean Boat Report

8 persone prelevate da una zattera di salvataggio fuori Cesme (Photo credit: Aegean Boat Report)

All’inizio di questa settimana (febbraio 2022 n.d.R.), abbiamo chiesto alla Corte europea dei diritti umani (CEDU) di intervenire con misure urgenti ai sensi dell’articolo 39 del suo Regolamento per impedire il respingimento di quattro richiedenti asilo dal territorio greco (isole Egee).

In risposta alla nostra richiesta, la Corte ha emanato una decisione provvisoria chiedendo al governo greco informazioni sulle accuse di respingimento e imponendo che l’assistenza di primo soccorso venga fornita immediatamente ai richiedenti asilo.

Infatti – come spesso accade in questi casi – le quattro persone erano state costrette a nascondersi per tre giorni senza alcun accesso a cibo, acqua e riparo, per paura di subire un violento respingimento.

Il loro timore era fondato, in quanto già altre 22 volte erano state sottoposte a operazioni di respingimento dal territorio greco, sia via terra che via mare, subendo ogni volta violenze e maltrattamenti da parte delle autorità greche. L’esperienza dei quattro richiedenti asilo è tristemente in sintonia con quella di Parvin, il rifugiato iraniano duramente picchiato, detenuto segretamente ed espulso con la forza dalla Grecia per ben sei volte (sia via terra che via mare) che di recente ha sporto denuncia contro la Grecia davanti al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Lo stesso giorno, la Corte Europea ha emesso una decisione con lo stesso contenuto in risposta a una richiesta urgente ai sensi dell’articolo 39 del Regolamento depositata in circostanze simili dal Legal Centre Lesvos.

11 delle 30 persone trasportate su una barca arrivata a Lesbo lunedì 14 febbraio. Alla fine sono state registrate 22 persone a Lesbo da questo sbarco, 8 persone, tra cui 2 donne e 5 bambini, erano scomparse

Accogliamo con favore le decisioni della Corte come un importante passo avanti; allo stesso tempo, siamo rammaricati nel comunicare che nel tempo impiegato dalla Corte per emettere le decisioni, tre dei quattro ricorrenti rappresentati da Aegean Boat Report sono stati oggetto di un violento e pericoloso respingimento, nel corso del quale sono stati anche detenuti illegalmente.

8 persone prelevate da una zattera di salvataggio fuori Cesme, tra le quali vi erano i tre dei ricorrenti nella nostra richiesta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di intervenire con un provvedimento urgente ai sensi dell’articolo 39 del Regolamento della Corte

Nel caso seguito dal Legal Centre Lesvos, mentre le persone incluse nella richiesta sono state infine registrate in Grecia, si stima che altre 8 persone arrivate sulla stessa imbarcazione non siano ancora state registrate, e che sarebbero state oggetto di un probabile respingimento illegale in Turchia.

8 persone trovate e salvate fuori Foca, in Turchia, dalla guardia costiera turca, tra cui 2 donne e 5 bambini

Per i ricorrenti che sono stati respinti prima che la Corte europea si pronunciasse, resta aperta la possibilità di chiedere un risarcimento per la violazione dei diritti umani che hanno subito.

Tre dei quattro ricorrenti si trovano attualmente in una struttura militare a Cesme, in Turchia

Non va dimenticato che le misure provvisorie adottate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ai sensi dell’articolo 39 del Regolamento della Corte, sono l’unico modo per richiedenti asilo e migranti di beneficiare di un’effettiva tutela dei loro diritti contro i respingimenti perpetrati dalle autorità greche.

Ci auguriamo che queste decisioni rappresentino un primo passo verso una migliore tutela del diritto alla vita e alla dignità di tutti i migranti che ogni giorno raggiungono le isole dell’Egeo e che, in casi futuri, la Corte possa rispondere più rapidamente a richieste simili.