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Criminalizzazione dei rifugiati: il lato oscuro delle politiche dell’UE e dell’UNHCR in Tunisia

Agenzia delle Nazioni Unite per la protezione o apparato per la negazione dei diritti?

La protesta davanti la sede di UNHCR a Tunisi

Dopo oltre due mesi di presidio davanti all’ufficio dell’UNHCR a Zarzis, 210 richiedenti asilo e rifugiati lasciati senza misure di accoglienza e sostegno hanno deciso di spostare la protesta a Tunisi. Ma 18 di loro giovedì scorso vengono ingiustamente arrestati e alle altre persone viene impedito di muoversi verso la capitale.
L’appello di denuncia e solidarietà è promosso da FTDES e Alarm Phone Tunisia e sottoscritto da diverse organizzazioni, tra cui Mission Lifeline, Iuventa Crew, Sea Watch V., Refugee Rescue, Salvamento Maritimo Humanitario, Mediterranea Saving Humans, Carovane Migranti, Melting Pot Europa, Rete Antirazzista Catanese, LasciateCIEntrare, ASGI, Seebrücke , Migreurope, Progetto20k (adesioni aggiornate qui).
(ENG below)


Giovedì 14 aprile, 18 profughi sono stati arrestati dalle forze dell’ordine nella capitale a Tunisi. Gli arresti sono avvenuti dopo che un gruppo di 210 persone hanno espresso le loro rivendicazioni per la mancanza di risposte da parte dell’UNHCR e hanno deciso di trasferire la loro protesta nella sede dell’agenzia situata a Tunisi.

La decisione di spostare la protesta è arrivata dopo che il gruppo ha tenuto un sit-in per oltre due mesi davanti all’ufficio dell’UNHCR a Zarzis, a seguito delle misure recentemente adottate dall’agenzia ONU di chiudere molti dormitori che ospitano rifugiati e richiedenti asilo e ridurre il numero di residenti a causa dell’”assenza di sostegno finanziario“, come ha dichiarato l’agenzia all’inizio di quest’anno. Ciò ha spinto di fatto molti di loro ad andarsene in mancanza di alternative che rispettassero gli standard di vita minimi e le aspettative delle persone in movimento.

Mentre il gruppo di 18 profughi arrestati è stato successivamente rilasciato il 15 aprile, a molte donne, uomini e bambini viene ancora negato il diritto di movimento e impedito di recarsi alla stazione di Zarzis per partire. Questa situazione rappresenta l’ennesima prova dell’inadeguatezza dell’agenzia, la cui unica risposta ai migranti rimasti per mesi in condizioni poco dignitose è stata la sospensione dei servizi, rispondendo alle loro richieste in modo disumano e sprezzante e affermando: “non siamo un’agenzia di viaggi“.

L’Agenzia delle Nazioni Unite ha annunciato la sospensione dei suoi servizi a rifugiati e richiedenti asilo per il 18 e 19 aprile 2022 in risposta alla loro protesta.

Rifugiati e richiedenti asilo desiderano un ambiente favorevole in cui i loro diritti siano rispettati. Indipendentemente dal merito delle loro richieste, la politica delle porte chiuse di fronte al calvario di uomini, bambini e donne che cercano rifugio e sono lasciati a vivere all’aperto per lunghi periodi non compie con lo scopo di “sensibilizzare alle sofferenze dei rifugiati, difendere i loro diritti e coordinare gli sforzi per sostenerli”.

I firmatari:

  • Sono solidali con i rifugiati che lottano e protestano per i loro diritti e la loro dignità.
  • Ritengono l’UNHCR responsabile dell’aggravamento della situazione causata dall’assenza di dialogo con rifugiati e richiedenti asilo e esacerbata dalla politica delle “porte chiuse”, nonché al ricorso a dichiarazioni provocatorie.
  • Ritengono che le prestazioni dell’UNHCR in Tunisia, e in particolare nel governatorato di Medenine – come la mancanza di un’adeguata fornitura di assistenza a rifugiati e richiedenti asilo, il lento trattamento delle domande di richiesta d’asilo e altre carenze relative all’accesso ai servizi di base come l’assistenza sanitaria, l’istruzione, il supporto legale, il supporto finanziario, psicologico e sociale – hanno contribuito ad aggravare la situazione precaria dei rifugiati e dei richiedenti asilo, in particolare quella di donne e bambini.
  • Condannano fermamente le politiche di esternalizzazione con cui l’UE cerca di tenere i rifugiati lontani dai suoi confini rendendo l’UNHCR sempre più dedito alla protezione degli interessi dell’UE piuttosto che dei diritti dei rifugiati.

Criminalization of refugees: the dark side of EU and UNHCR policies in Tunisia

UN agencies for protection or apparatuses for denial of rights?

On Thursday, 14th of April, 18 refugees were arrested by security forces in the Tunisian capital of Tunis . The arrests took place after a group of 210 people expressed their frustration with the unresponsiveness of the UNHCR, and decided to transfer their protest to the agency’s headquarters located in Tunis.

The decision of moving the protest came after the group had a sit-in for over two months in front of the UNHCR’s office in Zarzis following the agency’s newly-adopted undeclared policy of closing many dorms sheltering refugees and asylum seekers and reducing the number of residents, and pushing many of them to leave in exchange of alternatives that do not live up to the minimum living standards and people on the move expectations due to “absence of financial support” as the agency declared earlier this year.

While the group of 18 detained was later released on the 15th of April, many women, men, and children, are still being denied the right of movement within the land transport station of Zarzis. This incident stands as a standing proof of the inadequacy of the agency, whose only response to the migrants sitting-in for months in undignified conditions was through the suspension of its services and shutting all doors in their faces, while answering their demands in an inhumane and desrespctful way, stating “we are not a travelling agency”

The UN Agency announced the suspension of its services to refugees and asylum seekers for the 18th and the 19th of April 2022 in response to their protest. Refugees and asylum seekers want an enabling environment where their rights are respected. Regardless of their demands’ merits, the closing doors policy in the face of the ordeal of men, children and women seeking refuge and being left to live in the open for extended periods does not achieve “raising awareness of the suffering of refugees, defending their rights, and coordinating efforts to support them.”

The Signatory “actors”:

– Stands in solidarity with the refugees struggling and protesting for their rights and dignity

– holds the UNHCR responsible of the escalating situation caused by the absence of dialogue with refugees and asylum seekers and deepened by the closing doors policy in addition to resort to provocative statements

– Considers that the performance of the Agency in Tunisia, and in the governorate of Medenin in particular, such as the lack of appropriate assistance delivery to refugees and asylum seekers, slow files processing, and other shortcomings related to access to basic services such as health care, education, legal support, livelihoods, and financial, psychological, and social support, contributed to deepening the precarious situation of refugees and asylum seekers, especially women and children.

– Strongly condemns the externalization policies by which the EU tries to keep refugees away from its borders, and where the UNHCR is more assiduous in protecting EU intrests rather than refugees’ rights.