Napoli e Caserta in piazza per la pace e i diritti

Venerdì 17 giugno a Napoli e sabato 18 a Caserta: "Pace, lavoro, casa, permesso di soggiorno"

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, venerdì 17 giugno a Napoli (ritrovo alle ore 10 in Piazza Garibaldi) e sabato 18 giugno a Caserta (dalle ore 10.00 in Stazione centrale), il Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli e Caserta insieme a numerose organizzazioni campane1 saranno in piazza rivendicando la pace, la giustizia sociale e il diritto ad un permesso di soggiorno per protezione speciale che venga riconosciuta a tutte le persone che sono sul territorio nazionale e non hanno avuto l’opportunità di regolarizzarsi.

«In questi giorni – scrivono – avanzeremo alle Questure e Prefetture di Napoli e Caserta, alla Giunta Regionale campana e al Ministero dell’Interno proposte concrete per migliorare la vita sia di coloro che vivono questi territori da anni e sia di quelli che sono appena arrivati.  
Di fronte a uno scenario internazionale ancora aperto a drammatiche evoluzioni, alla crescente povertà, all’aumento dei licenziamenti, alla precarietà e al razzismo a cui sono esposte le persone migranti, è necessaria una risposta popolare e determinata».

«Per costruire una mobilitazione unitaria e numerosa di tutti quelli che, per ragioni materiali e per convinzione ideale, vogliono un Mondo di Pace, Solidarietà e Diritti – aggiungono – c’è bisogno dell’impegno di tutte e tutti».

Le realtà sociali e politiche hanno costruito un percorso pubblico di assemblee e incontri anche nei Centri di accoglienza straordinaria, e chiedono di aderire all’appello e di scendere in piazza nelle due giornate di manifestazioni.

L’appello: “Costruiamo insieme una grande mobilitazione per la pace e i diritti”

Venerdì 17 giugno a Napoli e sabato 18 a Caserta saremo in piazza per la Giornata Mondiale del Rifugiato: per la pace, la giustizia sociale e per richiedere che venga garantito un permesso di soggiorno per protezione speciale alle persone che scappano da tutti gli scenari di guerra o che si trovano sul territorio e non possono fare rientro nel proprio paese di origine.

La Giornata Mondiale del Rifugiato assume oggi un significato più ampio e profondo del solito: anzitutto, perché la guerra in Ucraina e la sua escalation ci consegnano lo scenario drammatico di nuova guerra mondiale, caratterizzata da un numero impressionante di profughi in fuga (oltre 6,6 milioni dall’inizio del conflitto); inoltre, perché la crisi pandemica ha portato ad un peggioramento generale delle condizioni materiali di vita delle persone.

I più colpiti in questo scenario sono stati i migranti, che hanno continuato a lavorare e contribuire a mandare avanti il Paese in pieno lockdown, che sono stati gli ultimi ad avere accesso al vaccino e che ora sono i primi a perdere lavoro e titolo di soggiorno.

I lunghissimi tempi di attesa degli uffici immigrazione, l’impossibilità di poter rinnovare i propri documenti (spesso per via di richieste illegittime da parte dei funzionari) e la condizione di irregolarità sul territorio, rappresentano la condizione perfetta per il ricatto e lo sfruttamento lavorativo, condizione che non può essere risolta con l’ennesima “Sanatoria truffa”, come avvenuto nel 2020, ma solo attraverso un intervento amministrativo urgente che permetta l’emersione dalla condizione di irregolarità e che ridia dignità e giustizia a chi vive e lavora sul territorio.

Alimentare la cultura della pace significa promuovere l’accoglienza e l’inclusione di chi si trova in difficoltà o in una condizione di fragilità e marginalità sociale. Oggi come oggi, un autentico passo in tale direzione sarebbe proprio l’effettivo riconoscimento del diritto di esistenza e di soggiorno per i migranti.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato avanzeremo perciò alle Questure e Prefetture di Napoli e Caserta, alla Giunta Regionale campana e al Ministero dell’Interno proposte concrete per migliorare la vita sia di coloro che vivono questi territori da anni e sia di quelli che sono appena arrivati.  
Di fronte a uno scenario internazionale ancora aperto a drammatiche evoluzioni, alla crescente povertà, all’aumento dei licenziamenti, alla precarietà e al razzismo a cui sono esposte le persone migranti, è necessaria una risposta popolare e determinata.
Il contributo di ciascuno è fondamentale, soltanto col sostegno di tutte e tutti potremo vincere questa sfida!

  1. Ex Opg Occupato Je So’ Pazzo; Associazione YaBasta – Nova Koinè; Associazione SmallAxe; Centro Sociale “Ex Canapificio” Caserta; SAI – Comune di Scisciano (per tutte le adesioni clicca qui)