L'isola di Lampedusa
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La realtà degli abitanti a Lampedusa: “Alla ricerca di un equilibrio tra l’identità locale e i fenomeni globali”

I migranti rappresentano solo una parte del processo migratorio

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Tutti vengono qui avendo solo una cosa in mente: aiutare i rifugiati. (…) Ma c’è qualcuno che pensa a noi locali? Eravamo qui quando tutto questo è iniziato (…) e la situazione sta solo peggiorando. E la nostra crisi? Noi viviamo qui, questa è la nostra vita, ma ormai quasi tutto è distrutto.” (Tsoni, 2016, p. 42).

Quest’articolo esplora il significato intrinseco dell’altra faccia della medaglia della migrazione, quella degli abitanti del paese d’arrivo, con un’attenzione particolare su Lampedusa. L’analisi della realtà migratoria dalla prospettiva dei migranti è essenziale per una comprensione giusta del fenomeno, ma non è abbastanza. Infatti, per quanto importante, i migranti rappresentano solo una parte del processo migratorio. È necessario prendere in considerazione la realtà dei nativi che, volontariamente o meno, si ritrovano a far parte del complesso e affascinante fenomeno migratorio. Sebbene spesso nascosta dietro una frenetica quotidianità, la gente locale nei paesi d’arrivo merita anch’essa di essere scoperta.

La cosiddetta “crisi migratoria” in Europa ha catturato l’attenzione del mondo travolgendo, in alcuni casi, la vita quotidiana dei nativi nei principali paesi d’arrivo alle porte d’Europa. Non a caso, dopo grandi e molteplici flussi migratori, sono spesso i locali a sperimentare le conseguenze economiche e gli “shock” culturali (Afouxenidis et al., 2017; Kounani, 2018). Ai nativi è chiesta resilienza, poiché devono spesso adattarsi a situazioni costantemente in cambiamento nel loro territorio (Franceschelli, 2019).

Tutto ciò si accentua ulteriormente nelle piccole isole che ricevono un numero elevato di migranti, per esempio Lesbo e Lampedusa. In questi casi, i nativi si ritrovano ad essere “alla ricerca di un equilibrio tra l’identità locale e i fenomeni globali” (Melotti et al., 2017, p. 215). In generale, l’impatto dell’immigrazione sui locali può variare da aspetti economici ad altri più psicologici e sociali.

Inoltre, molt* autor* affermano che le migrazioni hanno un impatto economico sul turismo perché, a causa dell’eccessiva attenzione mediatica negativa sui livelli di immigrazione nelle isole, il turismo diminuisce (Franceschelli, 2019; Kounani, 2018; Melotti, 2018; Tucci, 2018). In realtà, alcune ricerche che ho personalmente condotto con i locali di Lampedusa, dimostrano esattamente il contrario: è proprio grazie a quest’ attenzione mediatica che gente che non sapeva neanche dove fosse Lampedusa, sente parlare del luogo e va lì in vacanza, anche solo “per curiosità”.

Dal punto di vista psicologico e sociale, invece, molti locali soffrono di una certa instabilità emotiva dovuta ad eventi traumatici a cui hanno assistito durante gli sbarchi, per esempio. Questo causa un disorientamento cognitivo generale, portando a traumi individuali e caos per la comunità locale (Afouxenidis et al., 2017). Inoltre, le mie ricerche a Lampedusa hanno evidenziato una volontà da parte di molti cittadini di dedicare il loro tempo a migliorare la vita dei migranti. Nonostante ciò, molti di loro combattono contro un’altra fetta della popolazione che rimane fortemente contraria all’immigrazione. Questo causa una profonda frattura sociale che porta a diversi conflitti interni tra la gente locale stessa nell’isola. Per illustrare la siatuazione, mi piace riportare le parole di una Lampedusana: “Siamo così tante isole su quest’isola” (Franceschelli, 2018, p. 598).

Inoltre, è importante fare luce sulle conseguenze politiche che sono susseguite ai flussi migratori nel 2011 e, in particolare, dopo il 2015. Lampedusa, per esempio, è diventata un “laboratorio sociale” (Melotti et al., 2017), dove politiche strategiche dell’estrema destra hanno strumentalizzato l’immigrazione per ottenere consenso da parte della cittadinanza locale. Non a caso, la Lega “stravince a Lampedusa”, superando il 45 % dei consensi durante le Europee (Fraschilla, 2019). Famose, inoltre le visite di Matteo Salvini e Marine Le Pen sull’isola (Ansa, 2020; La Repubblica, 2011) per mandare un messaggio, secondo i leader di destra, a livello nazionale ed europeo: gli abitanti dell’isola non ne possono più di ricevere immigrati.

Sebbene storpiata per giochi politici, la realtà migratoria di Lampedusa ha reso i locali frustrati, arrabbiati e, soprattutto, abbandonati. Nonostante i Lampedusani si siano mobilitati nel 2011 per dare cibo, vestiti e per ospitare i migranti nelle loro case, si sono presto resi conto che gli aiuti tanto promessi dallo Stato non sarebbero arrivati. Infatti, nonostante i loro sforzi e sacrifici, i locali si sono ritrovati soli nel gestire il flusso migratorio. Le mie ricerche sul luogo hanno evidenziato che questo ha portato ad una frustrazione sempre più grande, perché l’isola non ha ricevuto nessun tipo di “compensazione” economica che potesse aiutarla, in particolare nel settore sanitario. Tra le polemiche più grandi, infatti, c’è senza dubbio quella della mancanza di un ospedale equipaggiato sull’isola. Le donne locali, ad esempio, sono costrette ad andare ad Agrigento o Palermo per partorire perché Lampedusa non ha gli strumenti adatti. Persone anziane che necessitano di controlli “avanzati” devono necessariamente prendere un aereo per far sì che questo accada. Perciò, i Lampedusani sono stanchi di dare, senza ricevere neanche gli strumenti per diritti umani fondamentali, come il diritto alla salute.

La realtà sociale dei nativi, quindi, vede uno sforzo continuo di adattamento, integrazione e spesso di assistenza (European Agency for Fundamental Rights, 2017). Quest’articolo non vuole vittimizzare le popolazioni locali e colpevolizzare i migranti per gli effetti della migrazione. Al contrario, visto che le migrazioni sono naturali e non un “problema” da risolvere, vuole evidenziare che è nostro dovere avere buone politiche per massimizzare i benefici della migrazione non solo per i migranti, ma anche per la gente locale. Come sempre, la migrazione è un fenomeno complesso che merita di essere considerato in toto, facendo luce anche sui soggetti che, nonostante siano spesso dietro le quinte, meritano che le loro realtà siano raccontate.

Bibliografia

Afouxenidis, A., Petrou, M., Kandylis, G., Tramountanis, A., & Giannaki, D. (2017). Dealing with a Humanitarian Crisis: Refugees on the Eastern EU Border of the Island of Lesvos. Journal of Applied Security Research, 12, 7–39. https://doi.org/10.1080/19361610.2017.1228023

Ansa. (2020). Salvini visita Hotspot, Lampedusa sia Isola Turistica. Ansa. Retrieved from: https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2020/07/23/salvini-visita-hotspot-lampedusa-sia-isola-turistica_c9eefa8b-1ca4-4060-adee-66245affb08c.html

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Franceschelli, M. (2019). Global Migration, Local Communities and the Absent State: Resentment and Resignation on the Italian Island of Lampedusa. Sociology, 54(3), 591–608. https://doi.org/10.1177/0038038519890824

Fraschilla, A. (2019). Europee, a Lampedusa stravince la Lega. Salvini: “Segnale sulla nostra politica dell’immigrazione”. La Repubblica. Retrieved from: https://palermo.repubblica.it/politica/2019/05/27/news/europee_a_lempedusa_stravince_la_lega_salvini_segnale_sulla_nostra_politica_dell_immigrazione_-227320272/

Kounani, A. (2018). Refugee crisis: Greek Residents’ attitudes towards waste management in their region. Protection and Restauration of Environment XIV.

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Melotti, M., Ruspini, E. & Marra, E. (2017). Migration, Tourism and Peace: Lampedusa as a Social Laboratory. Anatolia, 29(2), 1-10. https://doi.org/10.1080/13032917.2017.1414441

Melotti, M. (2018). The Mediterranean Refugee Crisis: Heritage, Tourism, and Migration. New England Journal of Public Policy, 30(2), 1-26. https://scholarworks.umb.edu/nejpp/vol30/iss2/11

Tsoni, I. (2016). ‘They Won’t Let us Come, They Won’t Let us Stay, They Won’t Let us Leave’. Liminality in the Aegean Borderscape: The Case of Irregular Migrants, Volunteers and Locals on Lesvos. Human Geography, 9, 35–46. https://doi.org/10.1177/194277861600900204

Tucci, I. (2018). In response to migration policies and to the militarization of territories: Activism in the community of Lampedusa: Mobile People from the Late Middle Ages to the Present. In Migration and Multi-ethnic Communities. https://doi.org/10.1515/9783110528879-011

Barbara Porrovecchio

Laureata in Studi Europei, mi interesso alle Migrazioni, sia nella dimensione accademica che nella praticità di tutti i giorni. Osservo, scarabocchio i pensieri su carta, leggo, ricerco, ripenso, e poi scrivo.