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Movimenti migratori lungo la rotta balcanica e diritti umani. Il caso del Cantone dell’Una-Sana

Tesi di laurea di Gloria Dainese

Photo credit: Gloria Dainese

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Università degli Studi di Padova
Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali
Corso di laurea triennale in scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani

Movimenti migratori lungo la rotta balcanica e diritti umani. Il caso del Cantone dell’Una-Sana in Bosnia ed Erzegovina

di Gloria Dainese
(Anno Accademico 2021/2022)

Introduzione

La migrazione è un fenomeno che negli ultimi anni ha caratterizzato sempre di più il nostro mondo: dal Sudamerica all’Europa, le persone che emigrano dal proprio paese in cerca di migliori condizioni di vita aumentano esponenzialmente ogni giorno. Le rotte migratorie sono varie e in continuo cambiamento, ma non tutte riscuotono la stessa importanza a livello mediatico: la Rotta dei Balcani per lungo tempo è passata inosservata agli occhi del mondo per la volontà, di chi detiene il potere, di renderla invisibile. Quali sono stati i motivi che hanno spinto a fare questa scelta? Può essa esser considerata una scelta legittima? È giusto non prendere in considerazione le vite di chi attraversa, anche se “illegalmente“, chilometri e chilometri di confini per giungere in Europa? È giusto ignorare il trattamento che queste persone ricevono?

La tesi si propone di studiare i fenomeni che avvengono lungo i paesi della rotta balcanica, in particolare, quelli legati alla gestione della migrazione irregolare che li attraversa, per evidenziare le numerose violazioni di diritti umani che vengono perpetrate. Ciò è particolarmente rilevante alla luce delle frequenti denunce che provengono da parte delle organizzazioni umanitarie lì operanti e per le deboli risposte provenienti dai governi dei paesi balcanici interessati e, soprattutto, da quelli europei. Analizzare suddetti avvenimenti, e le politiche ad essi collegate, con gli strumenti messi a disposizione dal diritto internazionale dei diritti umani e prendendo in considerazione i valori fondanti della nostra comunità europea e della comunità internazionale, ci aiuta a comprendere che i diritti umani sono violati costantemente sotto ai nostri occhi e che esiguo è l’interesse che questa violazione riscuote negli animi dei cittadini europei, ai quali, almeno sulla carta, questi temi stanno molto a cuore. Il risultato che la tesi si propone di perseguire con questa argomentazione è proprio la dimostrazione della violazione di diritti umani, in particolare nella regione bosniaca del Cantone dell’Una-Sana, area su cui questa tesi maggiormente si concentra, nella quale questa violazione risulta più evidente.

La presente tesi è articolata in tre parti differenti, a loro volta suddivise in diversi capitoli e sotto-capitoli. Nella prima parte mi occupo di ricomporre la storia della rotta balcanica come rotta di immigrazione verso l’Europa, a partire dal 2015 e arrivando fino ai giorni nostri, tramite l’analisi di fatti storici, di accordi politici e di strumentalizzazione degli avvenimenti da parte dei media. Nella seconda parte, invece, mi concentro in particolare su un’area, quella del Cantone dell’Una-Sana in Bosnia ed Erzegovina, nella quale maggiormente evidenti sono le violazioni di diritti umani ai danni delle persone migranti: partendo dal contesto geografico e geopolitico, l’analisi si sposta poi sui nuclei di migranti che si trovano a percorrere le strade prese in esame, per concentrarsi, infine, sulle effettive violazioni di leggi e norme internazionali. Nell’ultima parte, la tesi si concentra ancor di più sull’approfondimento della condizione dei migranti dal punto di vista dei diritti umani: vengono presi in esame i campi profughi della zona e le loro condizioni, le politiche europee e le loro conseguenze, i controlli delle frontiere e la criminalizzazione della solidarietà, tutte pratiche che contribuiscono a rendere la condizione dei migranti, e il loro trattamento nella regione, sempre più disumana.

Le motivazioni che mi hanno spinto a scegliere questo argomento sono varie ma, tra le tante, spiccano in particolare le seguenti: la prima è un’esperienza di volontariato che mi ha portato a conoscere in prima persona gli avvenimenti di questa area del mondo, così vicini a casa nostra eppure così sconosciuti; la seconda è l’indifferenza che ho incontrato da parte di coetanei, conoscenti e conterranei su temi e valori così importanti per noi europei, che purtroppo, troppo spesso, diamo per scontati. L’egoismo, che ci porta a credere alla convinzione che tutti godano delle nostre stesse condizioni di agio e benessere, permea la nostra società sempre più a fondo ed è compito di tutti noi combatterlo per costruire una nuova società più coesa e unita, nella quale l’umanità e la solidarietà regnino sovrane per una migliore convivenza pacifica di tutti noi.