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Almeno 27 migranti muoiono in Marocco nel tentativo di superare le barriere verso Melilla

2.000 persone hanno provato a sfondare le misure di sicurezza, in 133 ci sono riuscite

Foto da AMDH Nador - Le persone arrestate

A Nador in Marocco 2.000 persone ieri hanno cercato di sfondare le misure di sicurezza e saltare le barriere e il filo spinato per cercare di raggiungere l’enclave spagnola di Melilla. Secondo le autorità spagnole, 133 ci sono riuscite e ora sono assistite presso il Centro di accoglienza temporanea (CETI).

Questo tentativo, secondo le autorità marocchine, ha provocato finora almeno 18 morti. Per la sezione di Nador dell’Association Marocaine des Droits Humains (AMDH) le vittime sarebbero almeno 27, ma questo tragico bilancio potrebbe salire poiché i feriti sono una settantina, alcuni dei quali in modo grave. Su alcuni media spagnoli viene riportata la notizia che nello scontro sarebbero anche rimasti uccisi 2 agenti di sicurezza marocchini e feriti 140, cinque dei quali in modo grave, ma questa affermazione è stata “categoricamente” smentita dalle autorità marocchine.

Nell’operazione di contenimento la polizia marocchina ha arrestato anche decine di persone. L’Associazione marocchina per i diritti umani ha denunciato il trattamento disumano riservato ai detenuti dalle autorità marocchine e ha diffuso immagini che li ritraggono distesi a terra, uno sull’altro.

Secondo la delegazione del governo spagnolo a Melilla, verso le sette del mattino di venerdì quasi 2.000 persone si sono radunate nei pressi del Monte Gurugú e si sono poi dirette verso il confine “in modo perfettamente organizzato e violento” con l’intenzione di attraversare la frontiera marocchina ed entrare in Spagna. Stando sempre alle fonti governative, circa 500 persone sono riuscite a superare le misure di sicurezza dispiegate dalle forze di polizia marocchine e spagnole e hanno sfondato il cancello del controllo di frontiera a Barri Xinès.

La polizia marocchina ha utilizzato mezzi antisommossa e gas lacrimogeni per disperdere le persone, ma almeno 133 uomini sono riusciti a entrare e sono in cura presso il Centro d’Estada Temporal d’Immigrants (CETI). Oltre 57 migranti sono rimasti feriti e tre di loro sono stati ricoverati in ospedale.

Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha ringraziato il Marocco per la sua collaborazione nell’operazione di sicurezza.

Sui social network sono state condivise immagini del lancio di gas lacrimogeni contro il blocco quando c’erano decine di persone in fila, come quelle trasmesse da RTV de Melilla. Le immagini sono state registrate dalla parte marocchina e il materiale anti-sommossa sarebbe stato utilizzato dalla gendarmeria marocchina.

Il canale televisivo Melilla afferma che i migranti che non sono riusciti a entrare sono tornati sulla montagna di Gurugú, dove la polizia marocchina sta smantellando diversi insediamenti.

Per l’AMDH di Nador questa è una vera e propria catastrofe che mostra le prime conseguenze degli ultimi accordi tra Marocco e Spagna, e di politiche migratorie mortifere.

Nel suo ultimo post mette in guardia da qualsiasi tentativo di seppellire rapidamente i migranti subsahariani morti, senza che sia aperta un’indagine giudiziaria approfondita e seria che possa determinare le responsabilità e le carenze che ci sono state. Al tempo stesso chiede l’identificazione delle vittime per poter contattare le famiglie.